HomeFirenze29 agosto 1300, muore Guido Cavalcanti: il ‘miglior amico’ che Dante mandò in esilioIronia della sorte, fu proprio il Sommo Poeta, in qualità di Priore di Firenze, a firmare il provvedimento di condannaGuido CavalcantiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 29 agosto 2026 – Il 29 agosto del 1300, poco dopo il suo ritorno a Firenze, moriva Guido Cavalcanti, il 'primo amico' di Dante: "il primo de li miei amici" lo definì infatti lo stesso Sommo Poeta. Morì di malaria, contratta durante l'esilio: una tragedia di cui fu responsabile anche Dante, che se la porterà dentro 'seminando' tracce di Guido nel suo poema. Nei vari componimenti di Cavalcanti emerge chiaramente l'esperienza politica e personale dell'esilio, con la tenera malinconia per la lontananza forzata dalla Toscana.

Lo sposo di Beatrice degli Uberti

Nato a Firenze in una delle famiglie più ricche e potenti della città, ricoprì cariche pubbliche e partecipò agli scontri tra Bianchi e Neri. Cavalcanti non fu soltanto un poeta (anima e tra i massimi esponenti, com'è noto, del Dolce Stilnovo), ma anche una figura pienamente inserita e partecipe del contesto sociopolitico della Firenze dell'epoca, insanguinata da drammatiche lotte intestine. Di famiglia appartenente alla fazione dei guelfi bianchi, nel 1267, in un clima momentaneo di pacificazione tra le parti avverse, Cavalcanti sposò Beatrice (Bice) degli Uberti, figlia del ghibellino Farinata. Una delle fonti che documenta questo legame è un atto notarile, stipulato per questioni ereditarie quando il poeta era già morto (10 marzo 1331) dalla moglie Bice, "filia quondam domini Farinate de Ubertis et uxor olim Guidonis de Cavalcantibus".