Esponente della Dc, poi Margherita, per 20 anni sindaco di Palazzuolo sul Senio .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFIRENZE

"Uno dei più amati palazzuolesi di sempre": è la definizione che ieri Marco Bottino, attuale sindaco di Palazzuolo sul Senio, ha dato nell’annunciare la morte di Bruno Cavini, che fu sindaco dello stesso Comune per quasi due decenni, dal 1976 al 1995. E Cavini, 84 anni, esponente di spicco della Democrazia Cristiana, non è stato solo amministratore locale, protagonista delle scelte politico-amministrative in Alto Mugello e nella Comunità Montana del Mugello-Val di Sieve, ma ha svolto ruoli importanti anche nella politica fiorentina e nazionale. Fu infatti, a lungo, presidente nazionale di Uncem, l’Unione delle Comunità Montane, ebbe compiti significativi in Confcooperative, nell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e fu accanto a Matteo Renzi, nella sua ascesa prima come presidente della Provincia e poi come sindaco della città. Cavini era il suo portavoce e il suo braccio destro.

"Era il 29 settembre di quasi vent’anni fa – il ricordo di Renzi sui social –. Avevo scelto di rischiare tutto lasciando la sicurezza della Provincia e tentare le primarie per diventare sindaco. Fino all’ultimo tu avevi provato a fermarmi: era il tuo compito, eri il diversamente giovane, eri il saggio del gruppo. “Rischiamo troppo, Matteo” mi dicevi. Eppure una volta rotti gli indugi, diventasti tu il più entusiasta di tutti". L’ex premier, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato una foto che lo ritrae in auto con Cavini, "appena lasciato Palazzo Medici", mentre "stiamo andando a candidarci, al Palazzo dei Congressi. Siamo in quella via Martelli che, vinte le elezioni, avremmo pedonalizzato pochi mesi dopo. Siamo matti e felici. Con noi, ad aspettarci, c’è un popolo fantastico che farà un miracolo alle primarie. Ma soprattutto con me, in macchina, ci sei tu. Non sei mai andato via in questi anni, non sei andato via oggi. Tu sei sempre stato uno di ‘’quelli che restano’’. Ciao Bruno". Appartenente alla corrente della sinistra Dc, quando la stessa Dc si sciolse Cavini scelse la militanza nella Margherita. Negli ultimi anni, segnato dalla malattia, non seguiva più le vicende del proprio paese. "Ma ha lavorato sempre per la nostra comunità – ricorda il sindaco Bottino – essendone parte integrante anche quando era lontano. Un esempio per chi oggi fa il sindaco, una presenza indimenticabile per tutti i palazzuolesi". Lascia la moglie, Enrichetta, e i due figli Gianni e Annalisa.