È morto a 84 anni Bruno Cavini, per vent’anni sindaco di Palazzuolo sul Senio e molto conosciuto anche al di fuori del suo comune. Molto attivo nel partito della Democrazia Cristiana, Cavini è stato a lungo presidente di UNCEM, l’Unione nazionale delle Comunità Montane e inoltre capo di gabinetto, portavoce e braccio destro di Matteo Renzi quando questi ricopriva il ruolo di presidente della Provincia e poi di sindaco di Firenze.
Molti gli attestati espressi dai sindaci che hanno conosciuto e collaborato con Cavini, tra cui Maurizio Nati, sindaco di Casola Valsenio: "Bruno è stato un amico e un ottimo sindaco per il suo comune, ma la sua visione politica e amministrativa andava oltre i confini di Palazzuolo. In tale veste e come presidente dell’UNCEM abbiamo avuto momenti di collaborazione alla ricerca di sinergie nell’interesse della Comunità Montana di Riolo Terme, Brisighella e Casola Valsenio e, in particolare della vallata del Senio".
Come l’insediamento artigianale e industriale di Palazzuolo, ricordato in un recente convegno nel corso dei festeggiamenti per i 50 anni dell’azienda Elettromeccanica Misileo che conta personale anche di Casola Valsenio e altre zone. "La nascita di questa azienda – è stato detto - la dobbiamo anche alla lungimiranza di Bruno Cavini. Appena eletto sindaco, scommise sul futuro del paese intervenendo presso la Regione Toscana col risultato di avviare le opere di urbanizzazione della nostra zona industriale. Non solo, intervenne anche sulle banche per i necessari finanziamenti convincendo i direttori con la sua dialettica: "Le banche non possono solo raccogliere risparmi a Palazzuolo per investirli poi lungo la via Emilia". Così che Palazzuolo ebbe il suo polo industriale richiamando manodopera locale e dai comuni confinanti.







