Addio a Gianclaudio Bressa, a lungo deputato e senatore dell'Ulivo, prima, e del Partito democratico, poi. Bressa, che viveva da tempo a Firenze, è venuto a mancare improvvisamente all'età di 70 anni.

Sottosegretario durante i governi Gentiloni, D'Alema e Amato, fu anche presidente della Commissione dei Sei, organo paritetico della Provincia di Bolzano incaricato di elaborare le disposizioni di attuazione dello Statuto di Autonomia. I primi passi nella politica li muove con la Democrazia Cristiana, venendo eletto il 18 luglio 1988 consigliere comunale e, in seguito, assessore nell'amministrazione comunale di Belluno fino al 1990. Successivamente viene eletto a sindaco di Belluno.

Nel 1994, dopo la fine della Democrazia cristiana, aderisce al Partito Popolare Italiano di Mino Martinazzoli, conquistando un seggio alla Camera nel 1996. Sottosegretario di Stato alla funzione pubblica nei governi D'Alema I e Amato II, si è occupato in particolare di norme per le minoranze linguistiche e di autonomie speciali, di funzione pubblica e di affari regionali. Importante il suo apporto alla riforma del Titolo V della Costituzione, con il nuovo comma 3 dell'articolo 116 dedicato all'autonomia differenziata. Nel 2001 viene riconfermato a Montecitorio, questa volta nelle fila della Margherita, e viene eletto vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali. Il terzo mandato alla Camera è del 2006, anno in cui si candida con L'Ulivo nella circoscrizione Trentino-Alto Adige-Sudtirol.