La bandiera del Partito Comunista Italiano che avvolge la bara. Attorno, un silenzio fitto e composto, rotto poi dalle note di Bella Ciao e Bandiera Rossa suonate dalla banda locale. Gli abbracci, i volti segnati dalla commozione. Così Montopoli di Sabina ha dato l’ultimo saluto a Emilio Fiori, scomparso il 24 aprile all’età di 67 anni, figura storica della politica sabina ed ex sindaco che, nel 1980, a soli 21 anni, divenne il più giovane primo cittadino d’Italia.
Ai funerali, celebrati nel suo paese, sono arrivate persone da tutto il Lazio: cittadini, amministratori, militanti, compagni di una vita politica intensa e mai accomodante. Un’affluenza che racconta meglio di qualsiasi discorso il segno lasciato da Fiori nella comunità che ha amministrato fino al 1992 e ben oltre quei dodici anni di mandato.
Cresciuto politicamente nel Partito Comunista Italiano, in una famiglia profondamente segnata dalla Resistenza e dall’impegno sociale – partigiani, militanti, donne protagoniste delle lotte mezzadrili per il diritto al 50 per cento del raccolto – Fiori non ha mai rinnegato né attenuato quella fede politica, che ha accompagnato tutta la sua vita pubblica e privata.
Giovanissimo fu tra i protagonisti dell’occupazione della tenuta di Villa Caprola, restituita alla collettività, e tra i fondatori della Cooperativa Conduzione Terre, che ancora oggi gestisce oltre 300 ettari di terra pubblica con la partecipazione del Comune: un’esperienza avanzata di utilizzo sociale e collettivo del patrimonio pubblico.






