L’immobiliarista cinquantasettene Angelo Cottarelli abitava in via Zuaboni con Luca appena ragazzino e la quarantunenne Marzenne ToporRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUrago Mella (Brescia), 29 agosto 2026 – “Un ragazzo stupendo, di una bontà unica”. Non trattiene le lacrime Piera Buzzoni nell’ascoltare le parole con cui Libera Contro le Mafie porta nelle scuole il ricordo di Luca Cottarelli, vittima diciassettenne innocente del pluriomicidio di stampo mafioso avvenuto vent’anni fa, il 28 agosto 2006, nella villetta di via Zuaboni, dove furono uccisi anche il padre Angelo e la madre Marzenna Topor. La commemorazione con gli zii organizzata da Libera e Consiglio di quartiere

“Sono passati vent’anni, ma per noi ogni giorno è il momento del ricordo – racconta Buzzoni, moglie del fratello di Angelo – Luca è cresciuto con noi, eravamo gli zii più vicini. Quella mattina aspettavo la telefonata di Marzenna per il caffè, invece mi ha chiamato una vicina per dirmi che Angelo stava male, che lo stavano portando via. Mio marito ha fatto in tempo a vederlo, forse a fare un cenno”. Nelle cronache la figura di Luca era rimasta un po’ sottotraccia, schiacciata dall’enormità del crimine e del contesto in cui era maturato.