Corre veloce la moneta. Corre sulla fibra ottica dei Pos. Corre protetta dalla cifratura della tecnologia NFC dei pagamenti fatti dagli smartphone. E circola meno contante. E in futuro - con l’Euro digitale - ne circolerà ancora meno: secondo le rilevazioni della della Banca d’Italia, in Campania in quattro anni (dal 2022 al 2025) i prelievi dagli sportelli Atm (volgarmente detti Bancomat, ma Bancomat è il nome di uno dei principali circuiti che gestiscono gli sportelli; l’altro diffuso è il Postamat delle Poste) sono passati da 17,8 a 15,9 miliardi di euro (-10,2%). Quattro anni sembrano un piccolo spazio di tempo, eppure per i pagamenti dei campani è stato un periodo rivoluzionario: alle spalle il lockdown del Covid e la necessità di far funzionare il mondo e far andare avanti la vita indipendentemente dalla presenza fisica, di fronte l’esplosione della tecnologia contactless di carte di credito e quella dei telefonini (si stima che una transazione su quattro attribuita alle carte di credito in effetti avvenga attraverso le carte dematerializzate nei telefonini).

Il tramonto Nell’era della dematerializzazione - cioè della fine della fisicità (anche se occorre sempre considerare che parlando di grandi aggregati, le valutazioni devono intendersi riferite a quelli e cioè che esistono ed esisteranno ancora spazi per le operazioni tradizionali) - le vittime designate sono gli assegni: se ne vedono sempre meno in giro sostituiti dai bonifici e per le operazioni ripetitive dagli addebiti. In Campania lo stock di assegni negoziati dalle banche negli ultimi quattro anni è calato del 22,7% per un totale negoziato passato da 22 a 17 miliardi di euro. Che resta una signora cifra (addirittura la flessione campana è lievemente inferiore a quella italiana e del Mezzogiorno che fermano l'asticella in negativo al 23,3%) ma se si guarda il punto di partenza (il 2022) e si mettono ai nastri gli addebiti, le altre disposizioni di incasso e i pagamenti con le carte si può constatare come la situazione si sia capovolta e oggi gli assegni siano l’ultima delle forme di pagamento impiegata dai campani. Gli assegni sono ormai una forma di pagamento a quasi esclusivo appannaggio delle imprese: infatti diminuisce il numero, ma aumenta il valore medio. Che passa da 4.296 del 2022 al 5.031 euro del 2025. Il futuro Percorso inverso (cioè più operazioni, minore importo medio) per addebiti, bonifici e pagamenti con carte di credito. Peraltro per bonifici e carte di pagamento la crescita della Campania è stata nettamente superiore rispetto alla media italiana, anche per recuperare un evidente ritardo nella diffusione di questi strumenti. Per i bonifici se l’Italia è cresciuta del 7,6%, la Campania ha toccato il 16,8%; per le carte di pagamento la Campania è salita del 26,6%, l’Italia del 22,6%. Più basso, tuttavia, il valore medio per transazione: 40,2 euro per “strisciata” contro 41,5 euro per l’Italia. Il Sud è dietro a 38,9 euro. Ma i cambiamenti nelle abitudini dei pagamenti dei cittadini non sono finiti qui. Ne è convinto Michele Albanese, presidente della Bcc Monte Pruno che da Roscigno (Salerno) guida una banca con 19 filiali e 337 Atm “piantata al servizio delle aree interne”. «L’euro digitale è alle porte - dice - e i cambiamenti continueranno: del resto già oggi anche ai ragazzi dai 12 anni è data la possibilità di possedere carte di credito e la loro è la generazione digitale per eccellenza».«Certo - prosegue - per le banche e il servizio che fanno a cittadini e comunità sono necessarie trasformazioni: anzitutto continuare a investire nella sicurezza ed essere sempre battistrada. Poi la trasformazione in partner per aziende e famiglie. Un prestito lo continueremo a dare guardando in faccia i nostri clienti: del resto è la missione delle Banche di credito cooperativo». «La crescita superiore alla media nazionale della Campania - spiega Albanese - appare riconducibile non a un singolo fattore, ma alla combinazione tra recupero di un precedente ritardo nell’utilizzo degli strumenti elettronici, maggiore diffusione dei Pos, crescita del contactless e dei pagamenti mobili, sviluppo dell’e-commerce, cambiamento generazionale delle abitudini di consumo e crescente familiarità anche con pagamenti digitali di piccolo importo. Il dato più significativo non è soltanto che aumenti il valore complessivo pagato con carta, ma soprattutto che aumenti molto più velocemente il numero delle operazioni. Ciò dimostra che il pagamento elettronico sta entrando nella quotidianità delle persone e sostituendo progressivamente il contante anche nelle transazioni di modesto valore». Le rimesse Infine il capitolo dei lavoratori stranieri che mandano parte del loro redditi nelle nazioni d’origine: la Campania ha sia la crescita più alta nel quadriennio (31,1% rispetto al 5,2% del dato italiano e al 17,2% di quello del Mezzogiorno), ma anche il valore medio per transazione più alto rispetto all’Italia (328,2 contro 303,5 euro; il Sud si ferma a 297,7). E questo fa capire il peso economico della presenza straniera nell’economia campana e non solo.