Un incentivo per non tirare fuori più il portafoglio: nel 2025 l’88% dei pagamenti al Pos in Italia è avvenuto in modalità contactless, e il 24% delle transazioni è passato da smartphone o smartwatch. L’inserimento fisico della carta nel terminale, gesto che fino a pochi anni fa era la norma, è diventato residuale. Eppure, secondo l’ultima indagine Space della Banca Centrale Europea, riferita al 2024, il contante resta lo strumento più utilizzato nei negozi italiani: il 61% dei pagamenti al punto vendita, per numero di operazioni, avviene ancora in banconote e monete.
Più di 16 miliardi di transazioni
È ciò che emerge dal nuovo report della Banca d’Italia, pubblicato ieri. La tecnologia di pagamento si è fatta più veloce e più invisibile, ma non ha sostituito il contante: lo ha affiancato. Tra il 2018 e il 2025 le operazioni con strumenti alternativi al contante sono più che raddoppiate, superando i 16 miliardi di transazioni. Il processo si è intensificato durante gli anni della pandemia e si è consolidato in quelli successivi, segnalando un cambiamento strutturale nelle abitudini di pagamento.
Boom delle carte
A trainare la crescita sono soprattutto le carte, che nel 2025 rappresentavano il 75% delle operazioni non in contante, dal 63% del 2018. Tra il 2022 e il 2025 i pagamenti con carta al Pos sono passati da circa 6 a oltre 10 miliardi di operazioni, con un tasso medio annuo del 15,7%. La crescita non è omogenea tra i prodotti: le carte di debito segnano un +17,1% medio annuo e le prepagate un +15,1%, contro il +9,1% delle carte di credito. Nel 2025 il debito copre il 71,2% delle operazioni al Pos, le prepagate il 17,4%, il credito l’11,6%.












