È una svolta storica che fa cambiare volto alla più grande dinastia del capitalismo italiano, la famiglia Agnelli-Elkann: gli interessi in salute e farmaceutica hanno ormai superato quelli nell’auto, il business tradizionale a cui la discendenza deve l’origine della sua ricchezza.
Oggi sono i settori che pesano di più nel portafoglio complessivo di Exor. È quanto emerge da un’elaborazione di MF-Milano Finanza che tiene conto sia del valore attuale di borsa delle grandi partecipazioni della holding ma anche di quello dei più recenti investimenti del fondo londinese Lingotto (al 100% di Exor), secondo l’ultimo deposito alla Sec relativo al secondo trimestre (30 giugno).
Ai valori di borsa aggiornati al 26 agosto, le partecipazioni dirette in Stellantis e Cnh Industrial valgono complessivamente circa 5,6 miliardi di euro: 2 miliardi la quota del 15,5% nel gruppo automobilistico e 3,6 miliardi il 26,9% del costruttore di macchine agricole e per le costruzioni.
Dal conto resta fuori il gioiello Ferrari , che la stessa Exor considera ormai un asset del lusso (non dell’automotive) e che da sola vale 13,45 miliardi, così come i grandi veicoli commerciali e i bus di Iveco, destinati a passare nelle prossime settimane sotto il controllo dell’indiana Tata Motors.






