Roma – Le parole d’ordine per il 2026 sono due: liquidità e prudenza. D’altronde è lo stesso ceo di Exor, John Elkann, a ricordare agli analisti un adagio che in finanza riecheggia nei periodi difficili. «In momenti incerti come quelli che viviamo è fondamentale avere la liquidità e preservare il capitale: come si dice, cash is king». E il cash, concluse le cessioni già definite, ci sarà.
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a cura della redazione Economia
Gedi, gruppo che edita anche Repubblica, non è l’unica dismissione effettuata da Exor, che ha anche ceduto il business della difesa di Iveco a Leonardo e venderà prima dell’estate l’intero gruppo all’indiana Tata Motors. Sono state cedute pure le partecipazioni Lifenet e Nuo. Operazioni che permettono alla holding di avere una liquidità disponibile superiore a 3,5 miliardi. Soldi con cui Exor potrà mettere a segno qualche colpo sul mercato. «Avere quasi quattro miliardi di liquidità ci mette in una situazione forte», dice Elkann. E non c’è fretta per individuare un’occasione di pari portata rispetto all’investimento in Philips. L’amministratore delegato dice che ci vuole «cautela» e «prudenza». Probabile che il nuovo investimento si concretizzerà a fine anno, se non all’inizio del 2027.










