La segretaria dem torna alla base mentre si avvicina una fase decisiva per il Pd e il Campo largo. Dalle feste locali alle grandi kermesse, il calendario incrocia il nodo della leadership e delle primarie Elly Schlein torna oggi, venerdì 28 agosto, alle Feste dell’Unità, con un tour che parte dal Mantovano e da Crema e proseguirà fino alla Festa nazionale di Reggio Emilia il 13 settembre. Il calendario arriva mentre il Pd affronta la discussione sulla leadership del Campo largo, sulle eventuali primarie e sulla legge elettorale. Il punto è che quello di Schlein non è soltanto un ritorno alle Feste dell’Unità. È una ripartenza politica nel momento in cui, dentro il centrosinistra, comincia a prendere forma la partita più delicata: chi guiderà il Campo largo alle prossime Politiche. La segretaria torna così dove la leadership si misura ancora senza filtri: tra militanti, amministratori, dirigenti locali e volontari. Un passaggio che assume un significato preciso proprio perché, come raccontano oggi Repubblica e Corriere, Schlein non ha intenzione di accelerare sul terreno delle primarie. Prima bisogna capire quale legge elettorale arriverà in porto; solo dopo, eventualmente, si potrà discutere del metodo per scegliere il candidato premier. IL GIRO DELLE FESTE Il programma è stato annunciato dal Pd a luglio come un tour per incontrare e ringraziare volontari, militanti e federazioni. Le tappe attraversano l’Italia e comprendono anche realtà lontane dalle grandi platee nazionali: Sant’Ilario d’Enza, Bagno a Ripoli, Aquileia, Pray, Urbino, Villalunga e Capracotta. Ma il calendario dice qualcosa di più. Dopo una ventina di giorni lontana dall’agone politico, Schlein torna scegliendo una dimensione apparentemente tradizionale e, proprio per questo, politicamente utile. Niente grandi eventi costruiti intorno alla leadership: prima di tutto il territorio. Anche i temi scelti raccontano la strategia. Asili nido, salari, caro carburanti, sanità, investimenti, extraprofitti: Schlein prova a riportare il Pd sul terreno economico e sociale, quello sul quale vuole costruire l’alternativa al governo Meloni. È la risposta alla necessità di riposizionare il partito sui problemi concreti delle famiglie, evitando che il dibattito estivo del centrosinistra venga occupato soltanto dalla contesa interna. E c’è un secondo obiettivo: arrivare alla discussione sulla leadership con il Pd già mobilitato. Non è ancora campagna elettorale e non sono ancora primarie. Ma è il momento in cui una possibile candidatura si costruisce, soprattutto attraverso il rapporto con la propria comunità politica. UNA RETE POLITICA La Festa dell’Unità, in questo senso, è un luogo tutt’altro che neutro. Il palco è la parte visibile; dietro ci sono amministratori, dirigenti, federazioni, militanti: prima di convincere gli alleati, Schlein deve infatti consolidare il Pd. E le Feste le consentono di farlo senza trasformare ogni tappa in una dichiarazione sulla propria candidatura. La storia del partito offre diversi precedenti, e proprio le Feste hanno spesso funzionato da termometro. Nel 2013 Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze e aspirante segretario, fu protagonista alla Festa dell’Unità di Bologna di un fuorionda su Pier Luigi Bersani. Un anno dopo, da segretario del Pd e presidente del Consiglio, tornò sulla stessa scena da leader affermato. La parabola dice molto della funzione di queste manifestazioni: prima ancora di essere luoghi di propaganda, possono diventare luoghi di verifica del potere interno. DA GENOVA A REGGIO EMILIA È soprattutto il calendario di settembre a rendere evidente la dimensione politica del tour. A Genova la Festa dell’Unità torna a piazza Caricamento dal 28 agosto al 6 settembre, dopo nove anni. Il primo settembre è previsto l’intervento di Schlein con Francesco Boccia; il 3 settembre sarà invece la volta di Giuseppe Conte. Genova è un passaggio tutt’altro che casuale. È il laboratorio più riuscito del Campo largo e, dopo la vittoria di Silvia Salis alle amministrative, anche il luogo dal quale può emergere un possibile modello alternativo di coalizione. Schlein, però, evita di trasformare il tour in una corsa anticipata alle primarie. La linea del Nazareno, riferita dal Corriere, è quella di non avere fretta: finché non sarà chiaro il destino della legge elettorale, discutere del metodo per scegliere il candidato premier rischia di essere Il tour si chiuderà il 13 settembre alla Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia. E il senso dell’operazione, a quel punto, sarà ancora più chiaro: non aprire oggi la partita della leadership, ma arrivarci avendo già iniziato a giocarla. La partita sulle primarie può aspettare. La leadership, invece, si costruisce già adesso.
Schlein, il tour delle Feste dell’Unità e la partita del centrosinistra - Policy Maker
Elly Schlein torna alle Feste dell’Unità mentre il Pd si prepara alla partita sulla leadership del Campo largo, tra primarie e legge eletto











