Elly di piazza e Schlein di governo. La road map della segretaria del Pd si compone di due percorsi paralleli e intrecciati. C'è il giro d'Italia, che la terrà impegnata quasi incessantemente da qui alle elezioni politiche del 2027, passando dalla gara nei gazebo con Conte a sua volta molto lanciato per le primarie, e la partecipazione oggi al Vinitaly, un debutto per Schlein in questo evento importantissimo per la vita produttiva del nostro Paese, non è che l'inizio dell'itinerario di Elly.

Che si accoppia alla presenza, anche questa una prima volta, alla festa della polizia l'altro giorno a Piazza del Popolo, in cui la leader dem ha cominciato a interloquire con tutto quel mondo istituzionale della sicurezza che le sarà prezioso nel caso dovesse andare a Palazzo Chigi tra un anno e mezzo. E non ci andrà, se ci dovesse andare, indossando la fisionomia della radical e dell'alternativa e infatti la presenza affianco dei vertici della polizia è servita a mandare questo messaggio: noi ci facciamo carico dei problemi della paura dei cittadini di fronte alla criminalità, sappiamo che le città vanno controllate e non ci sentiamo le anime belle per le quali la percezione dell'insicurezza è una superstizione. L'insicurezza è sentita viceversa, dicono ai piani alti del Nazareno, come un'emergenza nazionale e noi su questo - assicura il Pd - ci siamo.