Nel caso della ricina a Pietracatella torna al centro dell’attenzione una busta fucsia sequestrata in casa Di Vita, tra i 131 reperti esaminati dagli inquirenti. Cresce intanto l’ipotesi di un movente passionale legato a una mano femminile, secondo il giornalista Stefano Zurlo. Sullo sfondo restano le piste legate a Gianni Di Vita e al parroco Don Stefano.

Pietracatella, movente passionale?

Il giallo della busta fucsia

Caso ricina, le ultime piste

Pietracatella, movente passionale?Tra i tanti dettagli emersi nell’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella, uno in particolare sta guadagnando peso agli occhi degli investigatori.Si tratta di una busta di colore fucsia con una scritta, sequestrata nell’abitazione della famiglia Di Vita insieme ad altri 130 reperti. Se ne è parlato anche nella puntata della trasmissione “Morning News” di venerdì 28 agosto, che ha dedicato ampio spazio a questo elemento.ANSAAllo stesso tempo, si è affrontata la teoria di un possibile movente passionale dietro la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara, avvelenate con la ricina a fine dicembre 2025. A lanciare l’ipotesi il giornalista Stefano Zurlo.Il giallo della busta fucsiaL’inviato Vincenzo Rubano, in collegamento dalla Questura di Campobasso, ha inserito la busta in un quadro più ampio di reperti sotto esame.“Sono stati contattati anche gli esperti tedeschi, che potrebbero inviare i risultati dei loro accertamenti nei prossimi giorni, in particolare quelli relativi a due borracce di alluminio e un contenitore in vetro con dei semi sequestrato nella casa di Gianni Di Vita” ha spiegato Rubano.