Un'escavatrice che avanza a fatica nel fango, due soccorritori che sostengono una piccola figura nelle fauci della benna: l'inquadratura si stringe e immortala un'anziana signora con lo sguardo sbarrato, incredulo, scioccato. E' coperta di fango, la sua maglia è intrisa d'acqua, solo la gonna di un rosso brillante sembra essere in qualche modo sopravvissuta alla tragedia. Poi un giovane soccorritore la avvolge in una coperta, il fango che gronda, lei lo guarda come fosse un angelo caduto dal cielo. La sequenza - che dai media ai social ha fatto il giro del mondo - è destinata a diventare l'immagine simbolo della catastrofe abbattutasi tra Tibet e Nepal.
La storia è quella di Gunakeshari Bohara, 94 anni, l'unica sopravvissuta tra gli ospiti e il personale di una casa di cura gestita dal governo a Rasuwa, il distretto del Nepal settentrionale al confine con la Cina devastato dallo tsunami d'acqua e fango venuto giù dalle montagne. L'hanno trovata immersa nel fango, ma viva. Un team dell'esercito ha dovuto usare l'escavatrice per tirarla fuori da quell'abbraccio mortale.
Lei, scioccata, non riusciva a parlare: trasportata al centro traumatologico di Katmandu si è scoperto che è affetta da demenza senile, e certamente lo shock provocato dal disastro le impediva di proferire anche il suo nome. Giovedì, scrive il britannico The Times che ha scoperto l'identità della donna, una sua parente, forse una figlia o una nipote, questo non è chiaro, l'ha riconosciuta tra i pazienti ricoverati.













