C’è un altro dettaglio, o qualcosa di più, su cui gli inquirenti che indagano sulla bomba sotto casa di Sigfrido Ranucci, stanno provando a fare chiarezza. Si tratta degli affari che Valter Lavitola avrebbe in Africa. Nei gironi scorsi i riflettori si sono accesi su un suo viaggio in Zimbabwe fatto dal primo al 20 novembre 2025, proprio pochi giorno dopo l’attentato al conduttore di Report (ormai ex), datato 16 ottobre. Il primo a porvi l’attenzione è stato Michele Larosa il 19 agosto sulla testata online MowMag che ha anche pubblicato il permesso speciale della Parks and Wildlife Management Authority dello Zimbabwe per un safari, uno di quelli nei quali si spara a leoni, elefanti, bufali e leopardi (la loro caccia là non è vietata). Uno sfizio che costa almeno 130 mila euro: soldi che, secondo quanto scrive Larosa, arriverebbero in parte dai conti della sua società Future Awaits. Questa storia è stata poi ripresa il 24 agosto dal Tg1 che ha mostrato anche delle foto di Lavitola ritratto accanto agli animali da lui abbattuti.
Gli inquirenti stanno indagando per capire quali siano gli interessi che – almeno – dal 2022 il faccendiere ha in Africa. Lavitola ufficialmente gestisce un ristorante di pesce e un b&b, come può allora permettersi un safari di lusso come quello? MowMag ha intervistato Benjamin Chimutengo, che si è identificato come suo ex socio e che ha raccontato che Lavitola aveva intenzione di entrare nel business dei safari e di acquistare un grande terreno agricolo. Il suo interesse si sarebbe poi spostato verso il settore energetico, nello specifico nei mercati del carbon credit e il fotovoltaico. L’ipotesi è che abbia aperto una società in Tanzania con un cacciatore professionista come socio per ottenere concessioni sui appezzamenti di terra sterminati. Gli interessi di Lavitola si sarebbero poi estesi al Camerun. Il Giornale ha scritto una lettera, datata 2 aprile 2024, proveniente dal ministero camerunense dell'Ambiente e indirizzata direttamente a Valter Lavitola. Si tratta di una proposta per un progetto di carbon credit della Future Awaits Holding Ltd. È uno dei documenti che dimostrano come l'attività africana fosse andata ben oltre semplici contatti informali. Ed eccoci al factotum Gomes Clesio Tavares, coinvolto nell'inchiesta sull'attentato a Ranucci, e cittadino proprio del Camerun. La stessa difesa di Lavitola, nel luglio scorso, spiegava che Tavares si trovava nel Paese africano proprio per occuparsi di un affare relativo ai carbon credit.








