E’ l’ufficio di corrispondenza della Rai al Cairo la terza proposta di ricollocazione sottoposta dai vertici Rai a Sigfrido Ranucci, allontanato da Report dopo dieci anni di conduzione. Le altre, come anticipato in questi giorni, sono le vicedirezioni di Rainews 24 e del Tg3. Il Cairo è una sede prestigiosa, strategicamente la più importante sede Rai nel Medio Oriente dopo Gerusalemme, ma in questo caso suona quasi come una provocazione. Se avessero potuto, forse gli avrebbero proposto Gaza City.
Da due mesi Ranucci è il bersaglio di una campagna denigratoria che si è scatenata dopo il coinvolgimento di Valer Lavitola, faccendiere di lungo corso e suo amico, nelle indagini sull’attentato del 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista a Campo Ascolano, sul litorale di Pomezia (Roma). L’ex berlusconiano è in carcere con l’accusa di esserne stato il mandante, almeno in parte ha confessato. Quale migliore occasione per liberarsi di Ranucci, da tempo inviso ai poteri pubblici e privati di cui Report si è occupato negli anni.
Ranucci ora ha 30 giorni per decidere, poi la Rai deciderà in autonomia e il giornalista, vicedirettore ad personam inquadrato come caporedattore, potrà eventualmente far valere le sue ragioni davanti al giudice del lavoro. Ranucci per ora non parla, ad annunciare battaglia è il suo legale: “La decisione della Rai condanna la vittima di un attentato, Report e l’indipendenza dell’informazione pubblica. Ranucci, per adesso, non condurrà Report ma condurrà la più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d’inchiesta, in ogni sede”, ha scritto l’avvocato Roberto De Vita.












