di Fabio Rubinivenerdì 28 agosto 20263' di letturaIl giorno dopo la minaccia da parte della comunità bengalese veneziana di scioperare se il sindaco non concederà loro la costruzione di un’imponente moschea, abbiamo chiesto al primo cittadino lagunare, Simone Venturini, di fare il punto della situazione. Non si aspettava tanto clamore, ma la cosa non lo ha minimamente spaventato. Anzi.Sindaco, ma davvero si potrebbe arrivare ad uno “sciopero islamico”?
«Guardi a leggere le dichiarazioni di oggi mi sembra che la questione si stia sgonfiando. Il fatto è che la comunità bengalese è variegata, non ha un unico referente e qualcuno mi pare ha già smorzato i toni...».In effetti uno sciopero per una moschea avrebbe dell’incredibile, non trova?
«Voglio chiarire che io non ne faccio una questione religiosa, ma meramente urbanistica. Io sono un moderato di centro e sono pronto al dialogo con tutti e la comunità bengalese è una presenza importante in città. Questa disponibilità, però, non significa accettare ogni richiesta che ci viene fatta. E una mega moschea nel centro della città, con quel progetto faraonico, urbanisticamente non si può fare. Cozza con il tessuto della città».Primo sciopero islamicoI lavoratori bengalesi di religione islamica che vivono a Venezia - una comunità di circa quarantamila persone tr...La Cgil la pensa diversamente. Ha pure appoggiato apertamente la protesta bengalese...










