La Russia avanza sul terreno, sulle direttrici di Kramatorsk e Sloviansk. L'Ucraina risponde colpendo le sue finanze. I droni di Kiev stanno entrando sempre più in profondità nel territorio russo e nel mirino finiscono grandi centri logistici, infrastrutture industriali e nodi finanziari. L'obiettivo è trovare i colli di bottiglia della macchina russa, quei punti in cui un attacco relativamente economico può produrre un danno molto più grande. Uno di questi è Wildberries, il gigante russo dell'e-commerce, con circa 80 milioni di clienti e un giro di affari di oltre 6.000 miliardi di rubli. I suoi giganteschi centri logistici sono stati colpiti dai droni ucraini in diverse regioni della Russia. Secondo funzionari ucraini, la piattaforma sarebbe stata utilizzata anche per distribuire materiali militari e a duplice uso: componenti per droni, abbigliamento tattico, giubbotti antiproiettile e strumenti per le comunicazioni. Mosca e Wildberries negano e sostengono che i centri siano strutture esclusivamente civili. LIVE Guerra in Ucraina Ma il bersaglio è più ampio. Il legame con il settore finanziario passa da VTB, la seconda banca russa, che ha un accordo per acquistare una quota di minoranza di WB-Bank e degli asset fintech collegati al gruppo. Nonostante gli attacchi, l'operazione resta in calendario. Il primo vicepresidente di VTB, Dmitry Pyanov, ha indicato settembre come data prevista per la transazione. È un passaggio che arriva mentre VTB attraversa una fase delicata. Il 26 agosto le azioni della banca sono scese fino a poco meno di 50 rubli, toccando il minimo storico intraday: oltre il 40% sotto gli 87 rubli fissati per una vendita di azioni destinata anche a finanziare la partnership con Wildberries. Nel secondo trimestre VTB ha aumentato del 28% gli accantonamenti per i crediti problematici e ha visto gli utili diminuire di un terzo. A luglio tuttavia l'utile netto era salito del 73,4% su base annua, a 40,4 miliardi di rubli. La banca ha confermato anche l'obiettivo di 600 miliardi di rubli di profitto nel 2026. È la struttura di questi grandi sistemi a interessare Kiev. Wildberries ha concentrato la propria logistica in enormi hub per ridurre i costi e accelerare le consegne. Una scelta efficiente in tempo di pace, ma che in guerra può trasformarsi in una vulnerabilità. Nei grandi centri si trovano merci, infrastrutture e attività. Un attacco con droni può quindi provocare danni e interruzioni che si propagano lungo tutta la catena commerciale. Rispetto agli attacchi convenzionali, non serve necessariamente distruggere un obiettivo militare per aumentare il costo della guerra, nel tentativo di trasferire la contesa dal campo di battaglia a quello economico, colpendo strutture che sono legate, direttamente o indirettamente, anche al settore finanziario. Il contrasto con il fronte ucraino è netto. A luglio la Russia avrebbe lanciato 180 missili balistici e quasi balistici, 143 dei quali sarebbero passati attraverso le difese. Ad agosto, nei primi 52 lanci considerati, soltanto uno sarebbe stato intercettato. Per fermare Iskander, Kinzhal e Zircon servono intercettori sofisticati e costosi, mentre le scorte occidentali sono limitate. La produzione tedesca su licenza dei PAC-2 GEM-T dovrebbe arrivare a 120-170 intercettori all'anno. La Russia, secondo le stime riportate, sarebbe invece in grado di produrre oltre 700-800 missili balistici. Sul terreno Mosca continua dunque a spingere verso Kramatorsk e Sloviansk. Kiev prova a rispondere aprendo un altro fronte, molto più lontano dalla linea del fuoco: quello del costo della guerra per la Russia. Fino a costringere Mosca a dover scegliere tra continuare a combattere o sedersi a un tavolo negoziale.