venerdì 28 agosto 20263' di lettura"Anche Bonaccini, diplomato al liceo scientifico, dovrebbe votare destra. E non ha neanche mai lavorato, visto che ha sempre campato di politica". Anche Alessandro Sallusti, direttore di Libero, interviene sulle infelici parole di Stefano Bonaccini, presidente ed eurodeputato del Partito democratico, che giovedì sera da Albenga ai microfoni di IVG ha definito il voto dato "a Meloni, Salvini e oggi forse a Vannacci" come "il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne delle città e di chi sta peggio economicamente".
"Il problema di Bonaccini non è che non ha studiato - chiosa ancora Sallusti - ma che è un asino e non capisce che non c'è nessuna correlazione tra titolo di studio, talento, capacità, serietà. Il mondo è pieno di laureati incapaci o laureati molto bravi. E Bonaccini non sa che tre dei cinque nostri Nobel per la Letteratura non erano laureati. Ed è inutile spiegargli che Enzo Ferrari, uno dei più grandi geni dell'imprenditoria italiana, non era laureato o che Ernesto Colnago, che ha inventato tutto quel che c'è da inventare nel mondo delle biciclette, ha la quinta elementare".
Poche ore dopo Bonaccini, è stata comunque la premier Giorgia Meloni a rispondere per le rime ricordando ironicamente che per il big dem forse quelli che votano per il centrosinistra "sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire, quando non da rieducare". "Forse Bonaccini - prosegue sui social la leader di Fratelli d'Italia - Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un'ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato, hanno studiato sulla loro pelle le conseguenze delle politiche della sinistra. Hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e lezioni di morale impartite da chi pretende di spiegare agli altri come devono vivere, come devono votare, e come devono pensare. Quegli italiani votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo", rimarca la leader di FdI. "Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa sinistra, nonostante le molte sconfitte, non hanno ancora studiato abbastanza".












