Continua a cambiare carcere Emanuel Iannuzzi. Indagato per maltrattamenti aggravati dal decesso della piccola Beatrice, il 9 febbraio 2026 a Bordighera, da venerdì scorso, 21 agosto, è detenuto al San Vittore di Milano. È la quinta casa circondariale in poco più di sei mesi: Genova, Ivrea, Pavia, Cremona e ora Milano. Il copione, secondo quanto riferito dal suo legale, l’avvocato Maria Gioffrè, non cambia. «Non l’ho ancora sentito. Non conosco i motivi, ma immagino siano riconducibili alla sicurezza».
Colluttazioni, minacce, aggressioni. Iannuzzi, come noto, sarebbe stato malmenato più volte durante la detenzione. «È tranquillo, si professa innocente ma confuso per i continui trasferimenti», conferma il legale. Una dichiarazione che accompagna la sua posizione fin dal primo giorno dietro le sbarre. L’impianto accusatorio, contestato anche a Manuela Aiello, madre della piccola Bea, è stato definito dagli inquirenti agghiacciante e pesante. In questo contesto, la sicurezza del detenuto diventa inevitabilmente una questione centrale. Anche per la sicurezza della casa circondariale. Intanto l’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Imperia, prosegue.
Il prossimo passaggio è fissato per il 12 ottobre a Genova, dove saranno ascoltate in audizione protetta le sorelline della piccola Beatrice, morta a soli due anni.Anche il padre della piccola, detenuto per vicende diverse, avrebbe chiesto di poter partecipare all’udienza. L’obiettivo, sarebbe quello di poter vedere le sue bambine. Dal giorno della tragedia non le ha più viste e sentite. Allontanate immediatamente dal contesto familiare, sono state trasferite in una struttura protetta.






