Tra i sinonimi della parola “leggenda”, dopo “narrazione”, “mito”, “epopea” e “favola”, vengono riportati anche i meno nobili “balla”, “panzana”, “frottola”, “invenzione” e “fandonia”. Di fronte alla lettera di sostegno al presidente della Fifa Gianni Infantino, firmata da una serie di “Legend” del calcio internazionale, tra le quali Cannavaro, Totti, Materazzi, Vieri, Zanetti, Cafu, Cambiasso e Roberto Carlos, non si può non pensare che sia una “balla colossale” affermare che, con l’avvocato italo-svizzero al comando del football mondiale, la situazione sia migliorata. È aumentato il business, certamente. Sono lievitati gli introiti, sicuramente (la Coppa del Mondo 2026 ha stracciato tutti i record). Sono stati omaggiati i grandi autocrati del pianeta (i principi sauditi, gli emiri qatarioti, Vladimir Putin, Donald Trump), colpevolmente. Ed è stato comprato, attraverso compensi non inquadrati in un semplice stipendio, ma consistenti, il consenso dei grandi over del calcio. La foto di Infantino circondato da un bel gruppo di illustri ex poco dopo la prima elezione fu un formidabile spot: fece il giro del mondo.

Non ci sono cifre ufficiali sulla paga che ricevono le Legend. Secondo Repubblica.it, si può arrivare, tra bonus di varia natura, anche a 150/200mila euro l’anno. Per i comuni mortali, una bella somma. Per chi ha guadagnato svariati milioni, quasi una “paghetta”. Qualcuno delle Legend, per dire, potrebbe giocarsela a carte in una notte. Il problema di fondo è che nell’universo del calcio, tranne poche eccezioni, i soldi non bastano mai. Quando puoi girare il mondo tutto pagato, dai viaggi in business agli alberghi di lusso, è tutto bello. Anzi, “leggendario”.