di

Salvatore Riggio

Dopo gli ex grandi calciatori che si erano schierati contro l'attuale presidente dell'organismo che guida il calcio mondiale, arrivano (a sorpresa) anche i sostenitori

Il successo della Spagna ai Mondiali 2026 lascia uno strascico di furiose polemiche sul governo del calcio globale. La poltrona del presidente Fifa, Gianni Infantino, vacilla, insidiata dai presunti favoritismi accordati agli Stati Uniti e a Donald Trump sul caso Balogun, oltre che dal malcontento di varie federazioni europee contro la trattativa con un fondo di private equity per la cessione della Coppa del Mondo. Un malumore sfociato in una protesta social sostenuta da grandi ex quali Petit, Pires, Lizarazu, Dacourt, Drogba e Veron.

Ma nella notte l’organismo mondiale del calcio ha incassato un fondamentale appoggio diplomatico dall’Argentina: Javier Zanetti, Esteban Cambiasso e Javier Pastore hanno espresso totale supporto a Infantino verso le future elezioni. Una presa di posizione rumorosa perché giunta da esponenti di una nazione colpita da severe sanzioni post finale (10 gare di squalifica per Paredes e sette per Molina per la rissa al triplice fischio). «Nell’ultimo decennio, abbiamo assistito all'impegno della Fifa e del presidente Infantino nel garantire la rappresentanza dei giocatori nel mondo del calcio, cosa che prima non esisteva. Giocatori attuali ed ex giocatori hanno avuto voce in capitolo e un ruolo attivo nel nostro sport attraverso la loro partecipazione a comitati, progetti e gruppi di lavoro», si legge. Il messaggio continua così: «Le nostre opinioni vengono ascoltate e molte iniziative a beneficio del calcio stanno prendendo forma grazie al nostro contributo, alle nostre idee, ai nostri progetti e alla nostra partecipazione attiva. Abbiamo visto in prima persona come il calcio possa trasformare le vite, migliorare le società e aumentare le opportunità per tutti in tutto il mondo. Ci impegniamo a continuare a portare questa speranza alle persone. Continueremo a sostenere la straordinaria evoluzione che ha caratterizzato il nostro sport nell’ultimo decennio, affinché possa continuare a raggiungere e a portare benefici alle persone in ogni paese in cui si gioca a calcio nel mondo». Schierando icone di pari livello contro l’avanzata delle opposizioni, Infantino cerca di disinnescare la crisi e difendere il mandato, intervenendo indirettamente in una fase cruciale per il calcio internazionale.