Solo il 15,8 % degli affidamenti dei contratti pubblici è avvenuto nel 2025 ricorrendo a procedure aperte, mentre la restante parte è stata affidata ricorrendo a procedure negoziate senza previa pubblicazione del bando di gara e ad affidamenti diretti (circa il 50% del totale): per importo la procedura aperta è quella più utilizzata (per il 54,3% del volume totale dei contratti), seguita dalla procedura ristretta (21,5%) e dalla negoziata senza bando (14,2%); nei servizi e forniture però il 95% degli affidamenti aviene in via diretta; la Regione più attiva è il Lazio, seguita dalla Lombardia e dal Veneto.
E' quanto emerge dalla lettura della relazione annuale dell'Autorità nazionale anticorruzione presentata il 21 aprile a Roma presso la Camera dei deputati. In particolare, l'Autorità presieduta da Giuseppe Busia evidenzia che nel 2025 la procedura aperta ha coperto circa il 15,8% delle procedure totali; mentre nel 20,9% e nel 55,3% dei casi (per un totale di 76,2%) le stazioni appaltanti hanno utilizzato rispettivamente la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando e l’affidamento diretto.
La ripartizione per valore e tipologia di gara
In termini di importi, anche nel 2025 la procedura aperta si conferma la modalità più utilizzata per l’aggiudicazione dei contratti pubblici, con una quota del 54,3%, seguita dalla procedura ristretta (21,5%) e dalla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando (14,2%).








