La raccolta firme nasce per eliminare l'obbligo di autorizzazione preventiva della famiglia per seguire i corsi sull'affettività, ritenuto un blocco inaccettabile per l'autonomia scolastica
Dopo l’approvazione della legge che vieta i corsi sulla sessualità alle elementari e all’infanzia e impone l’obbligo del consenso scritto dei genitori nelle medie e superiori, la battaglia sull’educazione all’affettività tra i banchi di scuola si sposta nelle piazze e sulle piattaforme digitali. Ad agosto è scattata ufficialmente la mobilitazione per raccogliere le 500mila firme necessarie a promuovere un referendum per abrogare la norma entrata in vigore a luglio.
Referendum sull’educazione affettiva a scuola
La mobilitazione è nata da un comitato promotore composto da un gruppo di cittadini appartenenti a diverse associazioni, affiancati da esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e da personale del settore scolastico. A spingere per la cancellazione di queste norme sono educatori e addetti ai lavori che vedono nei nuovi paletti una limitazione dell’autonomia scolastica e un ostacolo alla continuità didattica.
La difesa dell’autonomia scolastica







