In appena venti giorni siamo arrivati a quasi 270 mila firme per il referendum “Sì educazione affettiva nelle scuole”.

È un numero importante, ma credo che il punto politico sia ancora più importante del numero. Quelle firme non servono soltanto a portarci un giorno alle urne. Servono oggi, perché rappresentano uno strumento democratico attraverso il quale i cittadini possono fare pressione sulla politica e indicare in quale direzione vogliono che vada il Paese.

E questa domanda diventa ancora più attuale davanti alle proposte avanzate da Roberto Vannacci.

Nel suo programma troviamo la cancellazione delle unioni civili, limitazioni dalle 6 alle 23 alla diffusione di contenuti definiti “omosessualisti” o “genderisti” accessibili ai minori, forti restrizioni sui percorsi di affermazione di genere e una linea restrittiva sull’interruzione volontaria di gravidanza.

È un’idea di società che guarda indietro.