Sono più di 340.000 le firme per il referendum avviato il 6 agosto scorso che mira ad abolire le restrizioni all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane. L’obiettivo è la cancellazione del cosiddetto ddl Valditara, approvato a inizio giugno, che attualmente vieta di trattare temi legati alla sessualità nelle scuole primarie e dell’infanzia e prevede l’obbligo del consenso scritto preventivo dei genitori e del conseguente allontanamento dalla classe degli alunni non autorizzati a seguire le attività.
In meno di un mese, l’iniziativa popolare “Sì educazione affettiva nelle scuole” ha ottenuto “un risultato straordinario – si legge sulle pagine social dedicate al referendum – raggiunto in piena estate e che sembrava impossibile”, sottolineando il lavoro svolto da volontari, cittadini e realtà territoriali. “Scuole e università chiuse, città svuotate dalle ferie, attività politiche e associative rallentate: eppure la campagna non si è mai fermata”, commentano i membri del comitato promotore Fabrizio Marrazzo e Marina Zela a Vanity Fair. Dietro al record di firme ci sono “volontari che si sono attivati nei territori, persone che hanno condiviso il referendum con amici e familiari, associazioni che hanno continuato a lavorare anche durante le ferie. È soprattutto grazie a loro se siamo arrivati fin qui”.







