Quarant'anni fa la morte di uno degli scrittori più originali, appassionato osservatore dell'esistenza e avverso a ogni astrazionedi Angelica Grivel Serravenerdì 28 agosto 20263' di letturaIl31 agosto 1986 moriva, cinquantasettenne, Goffredo Parise, scrittore di metamorfica libertà. È riduttivo incapsularlo in una sola definizione: fu narratore, giornalista, sceneggiatore, saggista, poeta. Professioni, tutte, saldate dall’artigianato della parola, di cui Parise ha fatto passaporto, solcando la cultura del Novecento con schietta autonomia. Lo si rilegge oggi soprattutto incontrando le vette riconosciute della sua produzione letteraria, pubblicate da Adelphi: dalla levigata essenzialità in fotogrammi contenuta nei Sillabari all’agghiacciante altalena tra farsesco e attualità de Il padrone, sino alla grazia popolare de Il prete bello, uno dei primi bestseller italiani del dopoguerra, che consacrò la statura letteraria dell'autore nel 1954.A dare coesione a un così variegato percorso interviene un nucleo irrinunciabile, di rado intercettato: l’esattezza, imperativo che orienta tanto lo sguardo dello scrittore quanto la sua pagina. Lo conferma la testimonianza di Tommaso Tommaseo Ponzetta, a lungo primario chirurgo a Treviso e intimo amico di Parise, evocata anche da Silvio Perrella nel suo Fino a Salgareda. Racconta Ponzetta che, quando Parise volle assistere in prima persona all’asportazione di un tumore per studiarne massa, consistenza e colore, non lo fece per obbedire a una tensione morbosa, bensì perché cercava quel «fior di cultura realistica» che tanto lo affascinava della medicina. Per Parise, la chirurgia aveva infatti il pregio sconcertante di «amputare la morte di tutti o di una parte dei suoi artigli»; e lui traduceva medesima attitudine nei suoi scritti, adoperando una precisione anatomica refrattaria a ogni astrazione e dogma.I libri che ci aspettano dopo le ferieTenetevi pronti e fate spazio sui vostri comodini: la ripartenza in libreria si annuncia ricca e affollata di novit&agra...DALLA PARTE DI PINOCCHIO
Parise, il bambino che scopriva la realtà a naso | Libero Quotidiano.it
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