La morte dell’editriceSegui Domani su Google24 agosto 2026 • 19:03Se n’è andata pochi giorni fa a novantatré anni nella sua Santa Margherita Ligure. Era una donna anarchica nel senso migliore: non riconosceva altra autorità se non quella dell’intelligenza. Aveva intuito che spesso gli scrittori scrivono i loro libri migliori quando non sanno di starli scrivendo e ha offerto agli italiani un’altra possibilità di leggereCi sono editori che pubblicano libri. E poi ci sono quelli, molto più rari, che cambiano il modo in cui un Paese immagina un libro. Rosellina Archinto apparteneva ostinatamente alla seconda categoria. Per questo la sua morte, a novantatré anni non chiude soltanto una biografia. Chiude un’idea di editoria. Archinto era una signora milanese che aveva sempre avuto qualcosa di profondamente antitaliano. Non sopportava le gerarchie culturali, diffidava delle mode e aveva il gusto quasi fisico della sBeppe CottafavieditorEditor e semiologo. Si è formato con Umberto Eco e Paolo Fabbri – è consulente editoriale di Mondadori Libri, dirige la casa editrice digitale Il dondolo del Comune di Modena e il Festival della Satira di Forte dei Marmi. Ha diretto Comix. È responsabile della sezione Idee di Domani.
Pubblicare il futuro. Cosa ci ha lasciato Rosellina Archinto
Se n’è andata pochi giorni fa a novantatré anni nella sua Santa Margherita Ligure. Era una donna anarchica nel senso migliore: non riconosceva altra autorità se non quella dell’intelligenza. Aveva intuito che spesso gli scrittori scrivono i loro libri migliori quando non sanno di starli scrivendo e ha offerto agli italiani un’altra possibilità di leggere










