In quest’estate torrida ci lascia una pioniera dell’editoria per ragazzi. Rosellina Archinto si è spenta a 93 anni a Santa Margherita, in Liguria, regione che le ha dato i natali. Nel 1963, dopo aver frequentato la Columbia University a New York, tornò in Italia e fondò la Emme Edizioni, dove “emme” è l’iniziale del suo cognome da ragazza, Marconi.

La casa editrice si specializza sulla narrativa per l’infanzia e ben presto diventa un faro nel settore, grazie anche all’intuizione di avvalersi di importanti firme nel campo dell’illustrazione internazionale. Grazie ai suoi titoli, Archinto lancia anche la carriera di Bruno Munari e di Enzo e Lela Mari, i genitori del vincitore del Premio Strega 2026 Michele Mari. Un lungo corso Ma il suo lavoro andò avanti, nonostante le alterne vicende economiche e i lutti familiari che la tennero in pena per qualche tempo. Nel 1985 fondò la Rosellina Archinto Editore, specializzata nella produzione di epistolari letterari, con in catalogo autori del calibro di Mann, Proust e Céline, e italiani come Malerba e Quasimodo. Nel 2003 vende la casa editrice al marchio Rcs Group ma poi la ricompra nel 2015, spiegando con semplicità: «Qualcuno dirà che sono una vecchia pazza ma l'ho fatto solo perché voglio continuare a fare libri a modo mio. Voglio pubblicare epistolari e saggi». Aveva allora 82 anni, e una grinta di ferro. Già direttrice della rivista Leggere, mensile di critica letteraria che arrivò a 90 numeri, nel 1999 Rosellina tornò a dedicarsi ai libri per ragazzi e insieme con sua figlia Francesca fondò la nota e fortunata BabaLibri, in co-edizione con la casa editrice francese L'école des loisirs. Gli affettiLa sua è una famiglia numerosa, composta da cinque figli e dieci nipoti, avuti dal primo e unico matrimonio, quello con il nobile Alberico Archinto, discendente dall'arcivescovo di Nicea. Dopo la sua scomparsa, si legò sentimentalmente all'imprenditore Leopoldo Pirelli che le rimase al fianco per quasi 40 anni. Ma la sua cerchia di affetti è sterminata: comprende intellettuali, giovani scrittori, appassionati di letteratura e illustratori riconoscenti per quanto sia stata importante e rivoluzionaria la sua figura in Italia. Insieme a Inge Feltrinelli e a Elvira Sellerio, Rosellina Archinto è stata sicuramente una delle più grandi donne che l’editoria abbia avuto il piacere e la fortuna di conoscere e ammirare.