Tecnologia 28 agosto 2026 Il governo vuole che il Paese diventi un’eccellenza europea del settore ma la legge nazionale procede a rilento e le regioni vanno in autonomia, tra diversi dubbi Il data center in via Bisceglie, a Milano. Foto: ANSA Il 27 agosto, in un’intervista con il quotidiano Avvenire, al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso (Fratelli d’Italia) è stato chiesto se sia possibile evitare problemi per le comunità locali legati al consumo di energia e acqua dei data center. «Si debbono evitare», ha risposto Urso. Secondo il ministro, i progetti approvati dal Consiglio dei ministri «rispondono a precisi requisiti ambientali su energia rinnovabile e consumi idrici».
Le parole di Urso arrivano mentre in Italia crescono gli investimenti nel settore. Lo scorso 4 agosto il Consiglio dei ministri ha riconosciuto di interesse strategico nazionale altri due programmi di investimento in data center, portando a sette il totale di quelli valutati come tali. Il governo considera queste infrastrutture fondamentali per la transizione tecnologica e la sovranità digitale del nostro Paese, e punta a «fare dell’Italia uno dei principali hub dell’economia digitale», come ha dichiarato lo stesso Urso.







