Mentre scrivevo la riflessione del mese scorso sulla traccia dell’esame di maturità dedicata alla meraviglia, sentivo di stare solo sfiorando la superficie di un tema che, in una rubrica come questa, merita uno sguardo più approfondito.

È soprattutto negli ultimi vent’anni che la meraviglia è diventata oggetto di ricerca sistematica, dopo che gli psicologi Dacher Keltner e Jonathan Haidt hanno dedicato, nel 2003, un articolo in cui proponevano un nuovo approccio concettuale a quella che in inglese si chiama awe.