Il "macellaio dei Balcani", morto all'Aia a 84 anni, stava scontando l'ergastolo per genocidio e crimini di guerra

L'ex leader militare serbo-bosniaco Ratko Mladić, soprannominato "il macellaio dei Balcani" per il suo ruolo nel massacro di Srebrenica del 1995, avrà i funerali con "tutti gli onori militari e di Stato a cui ha diritto". Lo ha annunciato il ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic, alla radio locale K1.

Gravemente malato da mesi, Mladić è morto ieri all'Aia, dove stava scontando l'ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Il presidente serbo Aleksandar Vučić aveva chiesto che Mladić potesse tornare in patria per trascorrervi le sue ultime settimane di vita, ma la Corte dell'Aia aveva respinto la richiesta.

L'ex generale serbo sarà probabilmente sepolto a Belgrado, accanto all'amata figlia Ana, morta suicida a 23 anni in circostanze misteriose, proprio durante il conflitto nei Balcani.

I crimini per cui Mladić è stato condannato all'Aia