La transizione energetica dello shipping va avanti, ma la rotta verso il 2050 è diventata più incerta. Regole regionali sempre più stringenti, dubbi sul futuro quadro globale dell’Imo e nuovi carburanti ancora costosi stanno trasformando la decarbonizzazione in un esercizio di gestione del rischio. È il messaggio della decima edizione del Maritime Forecast to 2050 di Dnv, che mette a confronto quattro scenari regolatori: dalla piena adozione del Net-Zero Framework dell’International Maritime Organization fino alla sua bocciatura e a un prolungato stallo politico.
Il problema è che le navi ordinate oggi resteranno operative per decenni. Gli armatori devono quindi scegliere motori, tecnologie e carburanti senza conoscere ancora quale sarà il prezzo della CO2 o quanto saranno disponibili e competitivi i combustibili a basse emissioni. Per Dnv la parola chiave diventa così flessibilità: costruire flotte e strategie capaci di adattarsi a differenti combinazioni di regole, prezzi energetici e tecnologie.
L’efficienza vale fino al 25%
Una certezza però c’è: consumare meno conviene in qualsiasi scenario. Secondo Dnv, una regolazione globale più forte potrebbe accelerare l’adozione delle tecnologie di efficienza e consentire alla flotta mondiale di consumare nel 2050 fino al 25% di energia in meno rispetto a una transizione guidata prevalentemente dalle normative regionali.







