Il tribunale federale del distretto nord della California ha emesso una decisione favorevole ad Anthropic, stabilendo che la qualificazione dell'azienda come "rischio per la catena di approvvigionamento" (supply chain risk) da parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è illegittima. La sentenza, firmata dal giudice distrettuale Rita F. Lin, considera la misura adottata dal Pentagono una ritorsione incostituzionale, attuata in violazione del Primo Emendamento della Costituzione americana.
La vicenda risale ai mesi precedenti, quando il Segretario alla Difesa Pete Hegseth avviò la rinegoziazione dei contratti con i principali fornitori di sistemi di intelligenza artificiale, con l'obiettivo di estenderne le possibilità di utilizzo a "qualsiasi scopo legittimo". Sebbene la maggior parte dei laboratori del settore abbia accettato i nuovi termini generali, Anthropic ha mantenuto una posizione più restrittiva, introducendo specifici limiti all'impiego dei propri modelli. In particolare, l'azienda ha escluso la possibilità di utilizzarli per la sorveglianza di massa sul territorio nazionale e all'interno di sistemi d'arma letali autonomi, ovvero privi di supervisione umana.
Il mancato raggiungimento di un accordo ha determinato una rapida escalation nei rapporti tra Anthropic e il governo statunitense. Dopo il fallimento delle trattative, nel mese di marzo il Dipartimento della Difesa ha attribuito all'azienda la designazione di rischio per la sicurezza nazionale, interrompendo le collaborazioni con i contractor della difesa. Contestualmente, il Pentagono ha raggiunto accordi con altri sette operatori del settore, tra cui Google, Microsoft, OpenAI e SpaceX.













