Di: Il giardino di Albert / Matteo Martelli Piove meno frequentemente, ma quando piove può farlo più forte. È uno dei paradossi del cambiamento climatico e, in Svizzera, non è soltanto una sensazione. Una tendenza che, secondo gli scenari climatici CH2025, è destinata a proseguire anche nei prossimi decenni.A raccontare come siano cambiate le piogge sulla Svizzera sono le serie storiche dei pluviometri. “Dagli anni Ottanta, quando sono entrati in funzione strumenti capaci di registrare la pioggia con una risoluzione temporale di dieci minuti, l’intensità delle forti precipitazioni sui 10 minuti è aumentata di circa il 20%”, osserva il meteorologo Luca Nisi. Guardando invece a un periodo più lungo, le precipitazioni giornaliere intense mostrano un aumento della frequenza di circa il 26% e dell’intensità di circa il 12% nel corso degli ultimi cento anni. Dietro a questa tendenza capace di aumentare la nostra vulnerabilità di fronte agli eventi estremi, c’è sempre lui: il riscaldamento globale. La Calanca ancora raggiungibile solo dal cieloIl Quotidiano 21.08.2026, 19:00Un’atmosfera più calda trattiene più acquaPer capire in che modo i cambiamenti climatici possono avere ripercussioni sull’entità delle precipitazioni, occorre tirare in ballo la fisica dell’atmosfera. “Se la temperatura aumenta di un grado, nell’aria può essere presente circa il 7% di vapore acqueo in più”, ci spiega l’esperto. Il principio è quello descritto dall’equazione di Clausius-Clapeyron: all’aumentare della temperatura cresce la quantità di vapore acqueo proveniente da processi di evaporazione dell’acqua presente nel suolo o specchi d’acqua che può finire in atmosfera. Questo significa che, quando si verificano le condizioni necessarie alla condensazione e alla formazione delle precipitazioni, c’è potenzialmente più acqua disponibile per alimentare piogge intense.https://rsi.cue.rsi.ch/info/ambiente/Pioggia-artificiale-illusione-o-soluzione-alla-siccit%C3%A0--3888692.htmlIn futuro estati più asciutte, precipitazioni più intenseE qui arriva il secondo paradosso, il più significativo. Gli scenari climatici CH2025 indicano che le precipitazioni annuali complessive non subiranno cambiamenti significativi, ma la loro distribuzione stagionale cambierà: le estati saranno mediamente più asciutte, mentre in inverno le precipitazioni aumenteranno. MeteoSvizzera L’aumento più marcato è previsto per le precipitazioni di breve durata, quelle tipicamente associate ai temporali. In uno scenario con tre gradi di riscaldamento globale, secondo i dati riportati da Nisi, le precipitazioni orarie potrebbero aumentare indicativamente dal 10 al 30%, mentre quelle giornaliere dal 5 al 25%.L'intensita delle precipitazioni in un mondo a +3°C potrebbe aumentare del 30% sul periodo breve di un'ora e fino al 25% sull'arco di un giornoMeteoSvizzera / adattamento: RSI “Si vede proprio come l’aumento sia legato soprattutto alle precipitazioni temporalesche”, dice Nisi. E questo, soprattutto a sud delle Alpi, è un elemento importante per il rischio di alluvioni. La memoria corre subito alla devastante alluvione in Vallemaggia del 2024, ma l’esperto chiarisce: “Non significa che ogni evento raggiungerà quella violenza, ma gli episodi intensi diventeranno più frequenti rispetto al passato”.La regione alpina e il Sud delle Alpi sono da sempre aree esposte a precipitazioni intense, favorite dalla presenza delle montagne e dalla vicinanza al Mediterraneo. Il riscaldamento globale, però, sta contribuendo a rendere questi fenomeni ancora più intensi.Tempi di ritorno dimezzatiUn evento di precipitazione che nel periodo di riferimento 1991-2020 si verifica mediamente una volta ogni 50 anni, in un mondo a più tre gradi di riscaldamento potrebbe verificarsi in media ogni 25 anni. E sarà anche più intenso: “Prevediamo circa l’11% di pioggia in più”. Ciò significa che se oggi un evento estremo di questo tipo producesse 200 millimetri di pioggia in 24 ore, nello scenario considerato si arriverebbe a oltre 220 millimetri. In un mondo a +3°C, il periodo di ritorno di eventi estremi raddoppierà rispetto al periodo 1991-2020 MeteoSvizzera e ETH Zurigo, Clima CH2025 / Adattamento: RSI Quando la siccità prepara il terreno all’alluvioneFra precipitazioni più intense ed estati più secche, nasce un’altra contraddizione, che Nisi ci aiuta a sciogliere subito: “Come abbiamo visto in quest’estate 2026, un suolo fortemente disseccato può assorbire con maggiore difficoltà l’acqua nelle prime fasi di un temporale molto intenso”. In questo caso, l’acqua che non riesce a infiltrarsi rapidamente scorre in superficie, raggiunge corsi d’acqua e zone depresse e può contribuire ad aggravare piene, colate detritiche e frane. “Lo scorrimento superficiale dell’acqua è quello che concretamente provoca molti danni”, sottolinea il meteorologo.Faido: nonostante la pioggia dei giorni scorsi, l’acqua non è penetrata oltre i primi strati del terreno, bagnando soltanto 5-6 centimetri di suolo. Luca Nisi - MeteoSvizzera E in inverno?Il cambiamento non riguarda soltanto la stagione calda. Con l’aumento delle temperature, il limite delle nevicate continuerà a salire e una parte crescente delle precipitazioni cadrà sotto forma di pioggia alle quote più basse. “È possibile ipotizzare che con l’aumento delle precipitazioni invernali e un generale aumento delle precipitazioni di forte intensità, le alluvioni tendano ad allargare la loro stagione rispetto al passato”, spiega Nisi.Per il territorio tutto ciò significa anche una sfida di adattamento. Strade, ponti, argini, sistemi di drenaggio e altre infrastrutture sono spesso progettati sulla base di norme definite con statistiche sui dati del passato. Ma, come avverte Nisi, “se questi quantitativi aumentano, è importante adattare la nostra infrastruttura per non avere problemi”.