Gentile direttore, come cambiano i tempi. Una volta gli operai facevano sciopero per diritti e salario, ora si vuole scioperare per una moschea. Questo il risultato di una immigrazione poco controllata da paesi troppo diversi dai nostri. Certo questa fa comodo all'industria e ai servizi legati al turismo. Si chiede da parte comunale maggiore integrazione: si potrebbe per esempio cominciare a proibire alle donne immigrate di circolare nei luoghi pubblici a volto coperto. Cosa ne pensa?
Massimo Tarditi
Mestre (Venezia)
La risposta del direttore del Gazzettino, Roberto Papetti
Caro lettore, non penso che ci sia qualcosa in particolare da cui cominciare. Penso che ci sia un complesso di regole e di comportamenti da fare propri, da applicare e da far applicare. Tutti hanno la loro importanza e tutti contribuisco a dare un senso compiuto a ciò che chiamiamo integrazione. Penso soprattutto che una popolazione di origine straniera che rivendica il diritto, legittimo e direi sacrosanto, di disporre di un luogo di culto dove pregare e praticare la propria religione, qualunque essa sia, debba anche misurarsi con i doveri che vivere in un territorio diverso da quello d'origine comporta e con le leggi, anche quelle urbanistiche, che regolano la vita quotidiana delle persone e delle attività economiche.












