Il dato più commovente di una situazione che per fortuna si sta concludendo positivamente per il ritrovamento del casalese Giovanni Allara , 57 anni, scomparso in Olanda la settimana scorsa, è il coraggio del padre Luciano di novant’anni che ha raggiunto la città di Eindhoven nel Sud del Paese per riabbracciare suo figlio. Riferisce il fatto l’avvocato Marco Gatti amico e conoscente dell’anziano uomo rivoltosi a lui per avere aiuto. Il viaggio verso i Paesi Bassi «Giovanni ha una fragilità che lo obbliga a ricorrere a psicofarmaci.- racconta l’avvocato Gatti -. Una decina di giorni fa aveva confidato a suo padre che voleva prendersi qualche giorno di vacanza raggiungendo Como e il lago anche per godere di un po’ di frescura. Non ha saputo spiegare come al padre, ma si è ritrovato in Olanda nella grande città di Eindhoven, da dove aveva telefonato a casa dicendo di essere stato derubato dei soldi e dei documenti e che era riuscito a mettersi in contatto con lui perché aiutato da alcuni Italiani incontrati nella città olandese . Abbiamo immediatamente interessato il commissariato casalese e tramite i suoi uffici, l’ambasciata italiana, il Ministero degli Esteri e la polizia olandese, dando indicazioni sulla persona scomparsa avendo ovunque grande collaborazione>. L’anziano genitore intanto ha raggiunto Milano con suoi mezzi nelle vicinanze dello stadio San Siro e resosi conto della difficoltà di orientarsi nella metropoli ha avuto aiuto dalle forze dell’ordine che lo hanno riaccompagnato fino a Candia Lomellina. E’ nuovamente tornato a Milano dove ha trovato una guida per farsi accompagnare in Olanda e ha avuto l’indicazione da parte della polizia ferroviaria a cui suo figlio si era rivolto nel tentativo di tornare a casa, che Giovanni rimaneva nelle vicinanze della stazione. Così Luciano arrivato in quel luogo è riuscito a riabbracciare Giovanni, una notizia che abbiamo avuto da lui solo l’altra sera.. «Un’emozione davvero grandissima» «E’ stata un’emozione grandissima- dice al telefono Luciano dall’Olanda con la voce rotta dalla commozione -. Ero preoccupato pensando a mio figlio senza soldi,in una città che non conosce e parlando solo l’italiano. Ringrazio chi lo ha aiutato facendogli usare il proprio telefono e fornendogli qualcosa da mangiare. Ho portato i farmaci che Giovanni deve assumere, ma ne ha ingeriti troppi ed ora siamo all’ospedale della città per rimediare . Non mi muoverò di qui, finché lo dimetteranno, poi finalmente torneremo a casa». “Grazie a tutti coloro che hanno permesso di risolvere la vicenda” Altrettanto soddisfatti l’avvocato Marco Gatti e la collaboratrice Silvia dello studio di via della Rovere che hanno tenuto i contatti con Luciano in questi ultimi giorni fino al ritrovamento di Giovanni «di cui siamo stati informati da lui per telefono . Ringrazio tutti coloro che si sono prestati in ogni modo dal commissariato casalese all’Ambasciata olandese, al Ministero italiano per risolvere questa intricata vicenda. Ovviamente attendiamo il ritorno di padre e figlio per avere da loro il racconto di quanto hanno patito».
Casalese ritrovato in Olanda dopo una settimana di ricerche, l’abbraccio con il padre novantenne
Saputa la notizia l’anziano ha immediatamente raggiunto Eindhoven
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