Negli ultimi anni c’è stata una ricalibratura del nostro welfare, malgrado il crescente peso elettorale degli anziani. Sono diminuite le spese in sanità, mentre sono cresciute quelle dirette ai giovani, per esempio per famiglia ed esclusione sociale.

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Il peso politico della popolazione anziana

Una delle tesi più diffuse nel dibattito politico, non solo italiano, sostiene che l’invecchiamento demografico sposta il potere politico verso gli anziani, sia perché sono sempre più numerosi rispetto alle altre classi di età e quindi più determinanti per gli esiti delle elezioni politiche, sia perché il tasso di partecipazione al voto cresce con l’età. Ne segue un condizionamento crescente sulle scelte dei vari governi, a scapito dei giovani.

L’Italia è un paese molto anziano. Nel 2025 il 24,7 per cento della popolazione aveva almeno 65 anni, la quota più alta d’Europa e in continuo aumento (18,1 per cento nel 2000). Dovremmo quindi vedere politiche sempre più distorte a favore degli anziani. Eppure, almeno nell’importante settore della spesa sociale, le cose negli ultimi anni non sono andate in questo modo.