Le tre inchieste sono partite tutte nello stesso periodo: i «regalini» che le agenzie funebri facevano (o erano costrette a fare?) agli operatori delle camere mortuarie del Policlinico, dell’ospedale Cervello e dell’Asp sono state tutte registrate nel 2024.Ma su una, ancora, le indagini starebbero proseguendo: il primo filone di inchiesta del business delle salme, infatti, non è ancora chiuso.I quattro infermieri che gestivano la camera mortuaria delle cliniche universitarie, Salvatore Lo Bianco, Marcello Gargano, Salvatore Di Donna e Giuseppe Anselmo, sono stati sospesi in via cautelativa dall’azienda ospedaliera intitolata a Paolo Giaccone, ma la squadra mobile starebbe ancora approfondendo alcuni aspetti. Forse legati ai racconti fatti... L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Gli impresari funebri: «Siamo vittime, o paghiamo o non lavoriamo»
Il business del caro estinto, i precedenti filoni. Davanti al Gip in molti hanno preferito rispondere alle domande per contrattaccare gli infermieri che gestivano le sale. Un episodio riguardò anche un giovane ucciso








