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La procura di Palermo ha chiesto l’arresto di 15 persone per un presunto sistema criminale legato alla gestione delle salme all’obitorio del policlinico di Palermo: gli impiegati dell’obitorio avrebbero chiesto soldi alle imprese funebri per restituire le salme, permettere ai familiari di vederle, vestirle e accelerare le pratiche burocratiche. Tra gli indagati ci sono quattro dipendenti dell’ospedale e undici tra titolari e dipendenti di imprese funebri locali.

La richiesta degli arresti dovrà essere accolta o respinta dal giudice per le indagini preliminari dopo un interrogatorio. L’indagine è iniziata a gennaio. Le 15 persone indagate sono accusate a vario titolo di reati come associazione a delinquere e corruzione.

Secondo la procura gli impiegati dell’obitorio del policlinico avrebbero costruito un meccanismo rodato, con un tariffario che andava da 50 a diverse centinaia di euro a seconda della richiesta: secondo Repubblica, che cita i documenti dell’indagine, a una persona furono chiesti 200 euro per l’espianto di un pacemaker (il dispositivo elettronico che regola il ritmo cardiaco) prima della cremazione; a un uomo che aveva chiesto di vedere la salma della moglie nei sotterranei dell’ospedale, prima del suo trasporto in obitorio, furono chiesti 50 euro; in altri casi venivano chiesti soldi per vestire le salme, o per velocizzare le pratiche burocratiche sul loro rilascio.