Al ministero del Lavoro le parti firmarono la cassa integrazione ridotta. Ora Minifaber, in affitto, punta ad acquistare immobile e ramo lamiera.Il 16 luglio, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sindacati, Regione, Gaggio Tech e Confindustria Emilia Area Centro firmano un verbale di accordo. Qui, nel punto tre, compare per la prima volta la data del 31 agosto. La cassa integrazione, che era prevista inizialmente fino al 30 settembre, perde così un mese. E perciò si riducono ulteriormente i tempi di trattativa. Sia per trovare un acquirente che di sopravvivenza dei 79 lavoratori coinvolti. E, in quell’occasione, l’ammortizzatore sociale da straordinario diventa ’per cessazione’. "Un epilogo amaro, l’ennesima beffa", diranno pochi giorno dopo Cisl e Cigl a il Resto del Carlino. Insomma, il lieto fine inizia a scomparire.
Torna così l’incubo dei licenziamenti. Uno stato d’animo che 220 lavoratori avevano già vissuto a cavallo tra 2021 e 2022, con 100 giorni di presidio davanti ai cancelli dell’allora Saga Coffee. Una protesta che, ai tempi, portò alla nascita, appunto, della Gaggio Tech, il 16 marzo del 2022, con una riconversione aziendale dal caffè alla plastica (Tecnostamp) e alle lamiere (Minifaber). Un vero e proprio piano di reindustrializzazione, con oltre 7 milioni di euro di investimenti tecnologici e produttivi. Poi nel febbraio del 2025, quindi in meno di tre anni, arriva lo scioglimento anticipato della società e viene nominato il liquidatore Mattia Berti. Le cause della crisi, nel documento visionato dal Carlino, sono i seguenti: sproporzione tra il fatturato e gli investimenti; minor margine realizzato rispetto a quello preventivato; contrazione del mercato elettrico.







