Il filo rosso della storia lega uomini e fatti, impregnati di salsedine, ai centenario della Fiorentina (domani è il suo compleanno) con Viareggio e la Versilia, non solo perché soprattutto negli anni ‘60 era il buen retiro estivo di calciatori e dirigenti, una sorta di proiezione marina del capoluogo toscano. Ci sono intrecci, personaggi, simboli, situazioni sportive e non che hanno visto posarsi sul labaro viola una patina di salmastro, quello stesso salmastro che per molti anni si posava sul pennone con bandierone viola del ristorante ‘Tito del molo” del tifosissimo Sergio Biagini: impossibile non vederlo per chi la domenica faceva le ‘vasche’ in Passeggiata. Un simbolo della passione viola di Viareggio con qualche ‘lacrima’ di delusione come il 16 maggio 1982, il giorno dell’iconico ‘Meglio secondi che ladri’. Biagini era molto amico dei Mario Cecchi Gori, il presidente della società nei primi anni ‘90 che ha avuto solo la soddisfazione sportiva di vincere la Coppa Carnevale del 1992.

La prima volta – Si chiama Mario Baldini, è un giovane attaccante viareggino, che dopo avere militato nella squadra della sua città trova un ingaggio a Firenze nella neonata società viola: siamo nel 1926 e nel mese di settembre la squadra gigliata gioca la sua prima amichevole contro la Settignanese. Baldini entra nella storia perché segnerà – la Fiorentina verrà sconfitta per 2-0 – il primo gol. Ma c’è un intreccio supplementare lungo quasi un secolo visto che Mario Baldini è il bisnonno di Jacopo Fazzini, uno dei ragazzi viareggini che hanno indossato la maglia della Fiorentina (nella scorsa stagione) in serie A.