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Un eterno “mordi e fuggi”, senza una vera svolta turistica. Il risultato? L’ennesima stagione fotocopia, tra il boom di ferragosto e gli atavici problemi legati alla destagionalizzazione.

Sullo sfondo il solito dissidio tra movida e accoglienza per le famiglie. Insomma, anche quest’anno, nulla di nuovo sotto il sole della costa pattese, dove la stagione estiva, ormai agli sgoccioli, sta per concludersi consegnando alla città le sfumature in chiaroscuro di un copione già scritto e che si ripete, immutato, ormai da decenni.

In attesa che arrivino i dati ufficiali su presenze e pernottamenti, l'impressione generale è evidente: la vocazione turistica di Patti e Tindari è destinata, per il momento, a rimanere imbrigliata tra visioni prospettiche mai tradotte in azioni concrete. Accade, così, che la fotografia dell’estate catturi il solito scenario: giugno e luglio a rilento, con pochissimi stranieri, seguiti dal classico boom di turisti di prossimità concentrato esclusivamente nelle due settimane centrali di agosto. Un modello che finisce per scaricare sul territorio caos, traffico e pochi guadagni reali per l’economia locale.

A peggiorare le cose hanno contribuito, quest’anno, i disagi dell’aeroporto di Catania, con i voli cancellati a causa dell’attività eruttiva dell’Etna proprio nei giorni clou della stagione. Ma gli imprevisti della natura non possono rappresentare una scusa per nascondere criticità ormai sedimentate.