PAVIA Il programma politico di Futuro Nazionale quasi come uno schiaffo in faccia alle famiglie delle vittime di femminicidio, oltre che una legittimazione del sostrato culturale nel quale «cresce la violenza contro le donne». Damiano Rizzi, psicologo e presidente di Soleterre (associazione per il diritto alla salute i cui team di supporto psicologico operano anche al policlinico San Matteo) fa parte di quelle famiglie che hanno subito un trauma di questa portata: nel 2013, infatti, sua sorella Tiziana Rizzi fu uccisa a Landriano dal marito Marco Malabarba con 111 coltellate. Tredici anni dopo, si sta affacciando sulla scena un partito con un’agenda tra il conservatore e il reazionario che, tra l’altro, mette nero su bianco l’abrogazione del reato di femminicidio definendolo contrario alla «giustizia, alla logica, alla Costituzione, al buon senso» oltre che un’offesa «all’intelligenza dei giuristi», si legge nel programma, la cui seconda parte è stata pubblicata questa settimana. Nel frattempo, altre sei donne sono state uccise dai partner tra il 15 e il 19 agosto. Non è l’unico punto controverso avanzato da Futuro Nazionale: tra le proposte sui diritti, si parla della possibilità di abrogare la legge Mancino contro i crimini d’odio (definita un «bavaglio») e di vietare, in parallelo, quei contenuti che il partito definisce come «genderisti/omosessualisti», senza però spiegare quali siano. L’intervista completa sulla Provincia Pavese in edicola venerdì 28 agosto. Puoi anche abbonarti all’edizione online del quotidiano per leggere La Provincia pavese ovunque tu sia e supportare il lavoro di informazione svolto dai giornalisti e dalle giornaliste della testata. Come abbonarsi all’edizione cartacea Come abbonarsi all’edizione digitale su sito e app