Costa marchigiana sommersa entro cinquant’anni, secondo lo scenario prefigurato dal Piano regionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Assessore Tiziano Consoli, c’è già una mappa delle aree a rischio di inondazione marina?
"Sì, c’è. L’attuazione della direttiva europea (Direttiva alluvioni) del 2010 ha imposto di considerare le inondazioni marine nell’ambito della pianificazione del rischio. Il Piano regionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pracc) richiama questa perimetrazione e stabilisce che le aree costiere devono essere classificate sulla base dei differenti livelli di pericolosità derivanti dall’azione del mare. Non si tratta di disegnare una linea dicendo che tra cinquant’anni il mare arriverà esattamente lì, sarebbe scientificamente scorretto. Oggi abbiamo una perimetrazione del rischio che il nuovo piano ci chiede di rendere sempre più precisa e aggiornata. Questo sarà fondamentale per decidere dove continuare a costruire, dove siano necessarie maggiori opere di protezione e dove, invece, sia prudente evitare nuovi elementi vulnerabili. La mappa quindi c’è già, il lavoro che dobbiamo fare è di trasformarla da una fotografia del rischio in uno strumento sempre più preciso di programmazione del futuro della costa".











