Roberto Fico

In un intervento di oltre mezz’ora, quasi tutto a braccio, ha spiegato perché non serve lo stato d’emergenza e ribadito la collaborazione con il governo Meloni.

Un intervento di oltre mezz'ora, quasi tutto «a braccio», probabilmente uno dei più incisivi da quando è stato eletto presidente della Regione Campania, Roberto Fico disinnesca in Consiglio regionale ogni tentativo di polemica del centrodestra su un argomento delicatissimo: chiedere o no lo «stato d'emergenza» dopo il terremoto 4.7 del 31 luglio scorso? Il centrodestra ha cercato di battere su questo punto fino all'intervento del governatore che ha spento ogni slancio polemico con due elementi. Il primo: ha spiegato che lo stato d'emergenza non è utile allo scopo. Il secondo: ha detto chiaramente che collabora col governo Meloni su altri interventi.

Sul perché non si dichiari subito l'emergenza, spiega Fico: «Non dichiariamo noi chiaramente lo stato di emergenza, noi lo possiamo richiedere, ma lo stato di emergenza è un atto composito, è composto da la delibera su istanza della Protezione Civile nazionale che arriva nel Consiglio dei Ministri». E sul perché non risolverebbe comunque i problemi economici: «Perché nel Fondo Nazionale delle Emergenze non puoi accedere all'abbattimento e alla ricostruzione, quindi comunque non avresti soldi». Il tema è proprio questo delle ricostruzioni: molti condomini non hanno potuto accedere poiché magari gravati da difformità urbanistica che li escludeva dagli aiuti. In parole povere: se c'era una verandina abusiva tutto il palazzo non poteva accedere ai soldi. «E oggi se tu non risolvi questa questione non lo risolve lo stato di emergenza nazionale», dice il governatore. «Lo stato di emergenza nazionale non va sopra le norme urbanistiche, non va sopra la sovrintendenza e non va sopra le leggi sulla tutela del paesaggio, i vincoli paesaggistici». E ribadito più avanti: «Lo stato di emergenza nazionale non supera le difformità urbanistiche e non supera il fatto che ad esempio servono i soldi per i rioni delle case Acer. E poi un ulteriore commissariamento e un ulteriore commissario potrebbero anche determinare duplicazioni di ruoli e funzioni».