«Il Consiglio regionale sui Campi Flegrei si riunirà perché l’opposizione ha raccolto le firme e ha inchiodato la maggioranza alle sue responsabilità, altrimenti una seduta monotematica non ci sarebbe mai stata. Questo è un fatto inequivocabile». Questo l’incipit della conversazione con il capo dell’opposizione in Consiglio regionale, Gennaro Sangiuliano, che incalza: «In commissione Bilancio è accaduto un fatto gravissimo: la maggioranza ha respinto un nostro emendamento che voleva portare lo stanziamento da 5 milioni a 12».

A 24 ore dal Consiglio di oggi si registra una seduta di commissione Bilancio a dir poco movimentata. Difficile trovare una sintesi? «Il nostro emendamento chiedeva di mettere a disposizione della popolazione colpita dal sisma una cifra considerevole, a fronte del milione di euro, cifra assolutamente ridicola e da irresponsabili, deliberata dalla giunta Fico. Inoltre, sono stati esclusi dai finanziamenti i Comuni di Quarto e Giugliano. Volevamo fare un Consiglio il giorno di Ferragosto, ma la maggioranza-barbecue non ha voluto». Avete chiesto a più riprese lo stato di emergenza, sindaci e governatore spingono invece per la legge speciale. «Presenteremo in Consiglio una risoluzione nella quale impegniamo la giunta a chiedere l’attivazione dello stato di emergenza. Pochi giorni fa la Lombardia, per eventi atmosferici che si sono verificati, ha chiesto lo stato di emergenza». Perché insistete tanto sullo stato di emergenza? «Riteniamo che in questa fase, sottolineo in questa fase, sia lo strumento più utile per attivare subito meccanismi e spendere quei 100 milioni che il governo Meloni ha messo a disposizione. Lo stato di emergenza consente di sospendere il pagamento dei mutui, di sospendere il pagamento dei tributi, di dare ristori a chi ha avuto danni alle attività economiche e, soprattutto, di dare una sistemazione dignitosa e onorevole a quelle persone che sono rimaste senza casa. Lo stato di emergenza non esclude la legge speciale, che si potrà fare quando si avrà, anche alla luce dei rilievi dei tecnici, un quadro più chiaro sulle misure necessarie». Con gli strumenti che ci sono oggi, la Regione poteva fare di più? «Innanzitutto poteva non stanziare una cifra così insufficiente e con una manovra di bilancio destinare fondi ben più considerevoli per i Campi Flegrei. E poi ci sono tutta una serie di temi che non sono stati affrontati: dare una sistemazione alle persone, una casa a chi ne ha bisogno, pianificare la ripresa dell’attività scolastica, prevedere ristori per i commercianti che hanno subito danni, direttamente o indirettamente, dal sisma». Il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, ha provocatoriamente elogiato Fico per avere avuto il merito di smantellare il sistema legato a De Luca. «Io mi confronto quotidianamente con l’amico e viceministro Cirielli e lui mi sprona a un’opposizione decisa e senza sconti. Poi, se Fico fa qualcosa di buono per i cittadini della Campania, perché non dirlo? Se fa scelte basate sulla competenza e non più sulle appartenenze, smantellando il vecchio clientelismo deluchiano, noi lo apprezziamo. Se, però, stanzia appena un milione per i Campi Flegrei, cifra insufficiente e da irresponsabili, lo diciamo chiaramente. Se dovessi fare un bilancio complessivo della giunta, come ho già detto, vedo molte ombre e alcune, poche, luci». Come giudica l’azione di governo sui trasporti? «Durante il Consiglio sul disastro dei trasporti, che noi di centrodestra abbiamo voluto, è stata bocciata dalla maggioranza la risoluzione che impegnava a perseguire le gravi responsabilità della vecchia gestione. Ora l’Antitrust, autorità indipendente, ci dà ragione, distillando le cifre inequivocabili della tragedia Eav. Abbiamo riconosciuto a Fico e al vicepresidente Mario Casillo di aver scelto un manager di grande valore, che è Pietro Diamantini. Detto questo, però, non possiamo omettere tutto quello che è successo in passato. Deve essere oggetto di un approfondimento e di una ricerca di responsabilità individuali». Sulla sanità? «Non solo non c’è stato alcun cambio di passo, ma si registrano fatti gravissimi, come il mancato pagamento dei privati che erogano prestazioni fondamentali per la salute dei cittadini. Si può anche discutere del fatto di tornare a un sistema pubblico, ma ci vogliono dieci anni per arrivare a questo. Intanto ci sono i privati e vanno pagati perché devono essere erogate le prestazioni».