Il gatto Rino ’ospite’ anche di Palazzo civicoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPontremoli piange Rino, il gatto-custode della città, figura amatissima e presenza simbolica del centro storico. Per anni il felino rosso, libero e indipendente, ha attraversato piazze, portici, biblioteche, uffici comunali e persino chiese, diventando una sorta di "istituzione" cittadina. I turisti lo fotografavano, i residenti lo consideravano parte del paesaggio urbano: non un semplice animale, ma un compagno silenzioso della vita quotidiana. E i pontremolesi lo salutavano come si saluta un vicino di casa.
Rino era noto per comparire durante manifestazioni, cortei e cerimonie, osservando tutto con la sua indifferenza regale. Con il tempo era diventato un vero testimone della città: aveva visto generazioni crescere, negozi cambiare, eventi nascere e scomparire. "La città di Pontremoli ha perso una parte del suo cuore. Con la tua presenza fiera, pacifica e dolcemente autoritaria, hai saputo farti voler bene da chiunque, lasciando un ricordo indelebile tra le vie del centro – si legge in un post social del Comune – Buon viaggio, piccolo Re".
Non aveva un padrone, né un microchip: aveva una città. La percorreva come si percorre una casa, conoscendone ogni rumore, ogni odore, ogni stagione. La notizia della sua morte ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio sui social. Il consigliere regionale Jacopo Ferri lo ha ricordato come "il vero sindaco di Pontremoli", citando un episodio in Sala dei sindaci durante un incontro diplomatico con la delegazione vietnamita. Le guide di Sigeric hanno scritto che "non era un semplice gatto, ma il gatto di tutti", ricordando le sue abitudini notturne e le lunghe dormite nelle vetrine dei negozi, dove talvolta restava chiuso fino al mattino.






