HomeFirenzeCronacaLa profetessa nell’era dell’Aids. Diamanda Galás, preghiera punkNel 1990 il concerto dell’artista statunitense alla Villa Medicea di Poggio a Caiano fece infuriare i devotiDiamanda Galás. pitturata di rosso e in scena a seno nudo durante il concerto-preghiera Masque of the Red DeathRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLuca

Scarlini

Diamanda Galás, furibonda profetessa statunitense dell’era dell’Aids, creò una crisi di governo nel comune di Poggio a Caiano (Prato), dove da poco si era insediata una giunta di sinistra, per il suo memorabile concerto-preghiera Masque of the Red Death il 17 luglio 1990, nella magnifica Villa Medicea, a partire dal disco omonimo del 1988. Il lavoro era stato presentato l’anno prima al Festival di Santarcangelo: nel programma la cantante dichiarava: "è in atto un eccidio. L’Aids è stato introdotto artificialmente per eliminare alcune componenti sociali. Negli Stati Uniti è in corso una spietata caccia alle streghe e i cosiddetti soggetti a rischio vivono sotto costante minaccia". In quell’occasione il lavoro, molto forte, aveva suscitato scandalo, alcune recensioni negative, ma non c’erano stati interventi politici sul tema. A Poggio a Caiano invece si scatenò un pandemonio, come racconta la rassegna stampa (ricostruita da Fabio Fantini, che ha realizzato negli scorsi anni una mostra sulle vicende di quel festival). Diamanda era in scena a seno nudo, pitturata di rosso, parodiando la retorica dei predicatori televisivi americani, lanciava strali contro i governi e contro la chiesa.