Utility in campo per calmierare i costi di rifornimento degli italiani durante il flusso di rientro dalle vacanze estive.
Per finanziare l'ennesima proroga del taglio delle accise sul diesel, che sommata al rifinanziamento del credito d'imposta sul gasolio per l'autotrasporto vale 127,7 milioni di euro, il governo ha bussato alla porta dei colossi dell'energia ideando una sorta di prestito di liquidità a breve termine concesso al Fisco ma senza impatto negativo sui loro bilanci.La bozza del provvedimento, visionata da MF-Milano Finanza, prevede infatti un acconto - da versare entro il 30 novembre - delle imposte dovute sui dividendi (il 39%) per i gruppi che nel corso del 2025 hanno registrato ricavi superiori ai 20 miliardi di euro.
Sopra questa soglia ci sono solo due aziende, tra l'altro partecipate dallo Stato: Eni con 83,6 miliardi ed Enel a quota 80,3 miliardi.
Però, stando a quanto confermato da diverse fonti, la richiesta sarebbe diretta solo all'Eni, salvo sorprese dell'ultimo minuto.
L'acconto del 39%, si legge ancora nella bozza di decreto, fa maturare alle società coinvolte un credito d'imposta di pari importo, dunque la somma anticipata sarà recuperata interamente scalando le imposte da versare in futuro.












